Auxedit

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Microsoft è ancora una volta alle prese con una nuova proposta per cambiare il modo in cui si pensa al lavoro online. L’azienda di Redmond sta lavorando per creare uno standard da usare per tutte le persone nel mondo che utilizzano i prodotti marchiati Microsoft. Noto come Office Open XML, l'obiettivo di questa nuova idea di Microsoft è quella di fare la concorrenza al formato OpenDocument, standard già in atto ora.

Il problema è, tuttavia, che il nuovo standard voluto da Microsoft potrebbe non riuscire mai a prendere piede perché, in realtà, non è uno standard al 100%. Ci sono tanti motivi per cui si potrebbero avere dei problemi, soprattutto quando lo si usa di fianco a programmi GNU / Linux che sono incompatibili.

Ad esempio, quando si scrive in inglese australiano, usando lessico e ortografia tipici del “paese dei canguri”, i prodotti di Microsoft sottolineano continuamente l’errore perché non si sta usando l’inglese americano standard. Lo stesso dicasi per l’italiano non scritto correttamente in lingua secondo il dizionario Microsoft. Questo può essere molto frustrante per chi scrive testi e usa Word come lavoro.

Poiché sono molte le persone che ad oggi usando software di Microsoft sui loro computer (non necessariamente PC, perché anche per Apple esiste una suite Office) la creazione di un OpenDocument è il tentativo dell’azienda di Redmond di fingere uno standard che non è veramente tale. In maniera particolare lo vediamo come un modo per cercare di trattenere clienti e potenziali tali che, invece, si stanno rivolgendo al vero mondo “open”, quello di Linux.

E' nostra convinzione che solo perché la presenza di un quasi monopolio suggerisce che si possa fare qualunque cosa si voglia, non significa che occorre farla. Microsoft può presentare qualsiasi formato che essa vuole, ma il suo vero obiettivo non sarà quello dell’open, in qualunque “salsa” la mettano.